Impresa Italia: al via l’accordo da 450 milioni tra Bds e i Confidi della Sicilia
E’ stato presentato questa mattina nella sede palermitana del Banco di Sicilia “Impresa Italia” il progetto a supporto del mondo produttivo varato da Unicredit in accordo con il sistema dei Confidi. Il piano, che a livello nazionale prevede un fondo da 5 miliardi per le aziende, ha in Sicilia un plafond di 450 milioni di cui 360 per il settore retail e i restanti 90 milioni per il settore corporate. Un capitale che potrebbe movimentare investimenti per oltre 11 miliardi. Hanno aderito al progetto 15 tra i maggiori consorzi di garanzia fidi presenti sull’Isola (appartenenti alle associazioni di categoria) e che raccolgono oltre 48mila aziende socie. All’incontro di oggi erano presenti, oltre ai presidenti dei 15 Confidi siciliani, anche Roberto Bertola, a.d. del Banco di Sicilia e Nicolò Filingeri, direttore generale del Bds.
«Dietro l’accordo avviato oggi in Sicilia - ha detto Bertola - ci sono mesi di confronto con il sistema dei Confidi, questa iniziativa costituisce un contributo concreto per affrontare l’attuale delicato contesto congiunturale. Anzi, sarebbe opportuno avviare anche dei tavoli di confronto con singoli consorzi di garanzia anche perché le realtà economiche locali sono molto differenti le une dalle altre». L’obiettivo quindi è avvicinarsi al territorio così come ribadito anche da Filingeri per il settore dell’agricoltura: «c’è bisogno di tornare a una consulenza molto più tecnica - ha aggiunto Filingeri - al momento il nuovo assetto organizzativo della Banca ha previsto accanto alle 435 agenzie anche 34 centri Piccoli imprese dove lavorano oltre 150 consulenti e 7 centri Business Easy con cento consulenti che assistono la clientela anche attraverso il web».
Cosa prevede l’accordo
L’accordo, siglato a livello nazionale, prevede anche per la Sicilia un pacchetto di 19 prodotti, di cui 16 già esistenti e adesso migliorati mentre sono 3 le novità che riguardano i mutui di liquidità, la proroga e rimodulamento del piano di ammortamento e l’apertura anche ai Confidi dell’operatività leasing per il medio e lungo termine. Oltre ai finanziamenti a medio e lungo termine chirografari, ipotecari e di leasing, attraverso “Impresa Italia” si vuole dare sostegno agli investimenti produttivi, migliorare la struttura finanziaria delle imprese attraverso interventi finalizzati al riequilibrio finanziario aziendale (quindi il mutuo di liquidità), rafforzare la gestione del circolante a fronte dell’allungamento dei tempi di incasso (anticipi su fatture fino a 180 giorni) per mezzo di linee di credito specifiche e operazioni di factoring, migliorare la struttura patrimoniale con interventi finanziari ad hoc e quindi attraverso i prestiti partecipativi. Con questo accordo anche le classi di rischio ammissibili ai finanziamenti vengono ampliate grazie alla garanzia prestata dai Confidi. Vengono innalzati anche i limiti di importo richiedibili, allungati i tempi di ammortamento sul medio e lungo periodo che arrivano così a 18 anni per i mutui ipotecari e 8 anni per quelli chirografari.
Cosa ne pensano i Confidi
Positiva la reazione dei consorzi di garanzia fidi che hanno aderito all’iniziativa Unicredit. «Speriamo che questo sia un punto di partenza perché oggi le aziende siciliane sono in sofferenza - afferma Salvatore Guastella, presidente di Commerfidi Ragusa - non si può perdere più tempo perché mentre si discute le imprese muoiono a causa anche di una sofferenza del credito iniziata comunque già prima dello scorso anno». «Siamo consapevoli che ci troviamo in un momento di crisi mondiale - ha aggiunto Vito Rinaudo a.d. Fideo - e i Confidi possono essere una strada per uscire dalla crisi. Lamentiamo però l’assenza di un progetto pubblico che si muova in tal senso». «In questo momento il compito di banche e Confidi è operare per ridurre l’impatto della crisi assicurando, attraverso il credito, il necessario sostegno all’economia - ha commentato Bartolo Mililli, direttore generale di Confeserfidi - con “Impresa Italia” si vuole dare un segnale concreto della volontà di essere al fianco delle imprese e in particolare di quelle di piccole dimensioni, che rappresentano una parte fondamentale del tessuto produttivo del nostro territorio». «La stretta creditizia - ha concluso Seby Costanzo, a.d. Fidimpresa Sicilia - va avanti ormai da oltre sei mesi, noi lo abbiamo lamentato già ad ottobre ma allora il sistema delle banche non aveva questa percezione del credit crunch che ha adesso. Anche le imprese però devono fare autocritica e lavorare in investimenti di qualità».
I confidi aderenti
Finora hanno aderito al “Impresa Italia” in Sicilia Ascom Finance, Casartigiani Fidi, Cofiac, Commerfidi, Confeserfidi, Confidi Fideo Confcommercio Palermo, Confidi, Confidi Trapani, Credimpresa, Fiv Ragusa, Federfidi Sicilia, Fidi Med, Fidimpresa -Confidi Sicilia, Unifidi Sicilia e Unionfidi Sicilia.
Valeria Russo









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